Dadi dal tocco d’oro e superstizioni
I giocatori di dadi sono famosi per essere superstiziosi. Sono molte le leggende che circondano questo gioco, la più comune delle quali è che se il dado cade dal tavolo e tocca per terra, il prossimo numero sarà un 7.
Donna Fortuna è un’altra delle leggende più note dei dadi. Se una donna vergine dei dadi (vale a dire una che non ha mai giocato) si avvicina ai dadi, saranno in molti ad aumentare la propria puntata, convinti, sulla base di una superstizione leggermente sessista, che la sua “verginità” porterà fortuna. D’altro canto, quando è un uomo “vergine” ad avvicinarsi al tavolo, la sua presenza è spesso considerata un cattivo presagio.
La terza superstizione più comune è che porti sfortuna quando il dado lanciato tocca la mano di un altro giocatore. Un tiro così è destinato a finire male.
Un’altra superstizione ha a che fare con lo stickman che spinge i dadi verso di te mostrandoti un sette. Non accade spesso, ma dovesse accadere, non stupirti se il giocatore dovesse rifiutarsi di tirare i dadi dopo.
Alcuni credono che porti sfortuna contare le proprie chip al tavolo. Addirittura molti non le guardano neanche, perché non vogliono che questo attragga la sfortuna. Ma la stupidità di questa superstizione non è neanche paragonabile alla follia di chi crede che non si possa parlare a chi conduce il gioco mentre sta tirando i dadi (o al fatto che pronunciare il numero sette sia considerato particolarmente sfortunato).
E infine, molti giocatori credono di poter controllare i dadi in base al grado di ‘durezza’ con cui li tirano. Ad esempio, giocare in modo ‘affettuoso’ e coccolare i dadi è considerato di buon auspicio per far uscire numeri più alti, mentre tirarlo con forza è per molti il miglior modo per far uscire un sette.
Queste superstizioni rappresentano una tentazione per tutti, in qualche misura, ma se ti trovi davvero al tavolo cerca di ricordare che, escluso il gioco con i dadi truccati (che è proibito), non c’è niente che possa influenzare l’esito del tuo tiro.
